"Non c'è nessun vascello che, come un libro possa portarci in paesi lontani, né corsiere che superi al galoppo le pagine di una poesia. E' questo un viaggio anche per il più povero, che non paga nulla, tanto semplice è la carrozza che trasporta l'anima umana". Emily Dickinson
sabato 21 marzo 2015
domenica 18 gennaio 2015
mercoledì 5 novembre 2014
Riflessioni estemporanee
Cammino nella notte
Prima o poi toccherà anche a me varcare
quella soglia e andare … via … pur non sapendo dove.
Inevitabile uscita di scena che non prevede un rientro, ma si perde nell’oblio
dell’infinito.
Precaria l’esistenza di chi nasce pur ignorando e più ancora di chi muore pur vivendo.
Attraversare il limite per avventurarsi in un sentiero fitto di incognite e
sospeso nell’incerta condizione dell’esistere. In bilico tra concretezza del
reale e dubbio del vivere, si snoda una strada tortuosa che non lascia
intravedere il percorso, tante sono le curve che la caratterizzano.
Immagino come sarà l’ istante in cui
chiuderò la porta alle mie spalle scrutando con angoscia un cammino ignoto
inviluppato nei vapori del mistero.
Quale smarrimento pervade il viaggio di un viandante suo malgrado che non
riesce a scorgere la meta e ignora il
modo per trovarla!
E quando avrò attraversato quella soglia,
anche il reale vissuto si dissolverà in un ricordo presto scordato e sarà come
non essere mai esistita!
Maria Rosaria Teni
Inevitabile uscita di scena che non prevede un rientro, ma si perde nell’oblio dell’infinito.
Precaria l’esistenza di chi nasce pur ignorando e più ancora di chi muore pur vivendo.
Attraversare il limite per avventurarsi in un sentiero fitto di incognite e sospeso nell’incerta condizione dell’esistere. In bilico tra concretezza del reale e dubbio del vivere, si snoda una strada tortuosa che non lascia intravedere il percorso, tante sono le curve che la caratterizzano.
Immagino come sarà l’ istante in cui chiuderò la porta alle mie spalle scrutando con angoscia un cammino ignoto inviluppato nei vapori del mistero.
Quale smarrimento pervade il viaggio di un viandante suo malgrado che non riesce a scorgere la meta e ignora il modo per trovarla!
E quando avrò attraversato quella soglia, anche il reale vissuto si dissolverà in un ricordo presto scordato e sarà come non essere mai esistita!
Maria Rosaria Teni
sabato 1 novembre 2014
Riflessioni estemporanee
Lo specchio
Mi sono guardata allo specchio.
Di rimando, un volto che
non riconosco. Segni sul viso che non avevo ancora notato e che mi hanno dato
la consapevolezza dell’inesorabile trascorrere del tempo. E’ inciso sul mio ovale
un nuovo reticolo di rughe e di impronte che i giorni stanno imprimendo senza
alcun riguardo.
Ricordo il sorriso spontaneo che risplendeva di
serena fiducia in un futuro atteso.
Oggi, due solchi attorno alle guance, e un tiepido accenno ad un sorriso appassito.
Oggi, due solchi attorno alle guance, e un tiepido accenno ad un sorriso appassito.
Non rimpiango il fatto
di essere invecchiata quanto di non aver saputo quando ciò sia successo.
Inaspettatamente, scopro che le mie fattezze sono state alterate dal cammino di
giorni mai eguali e mai eterni.
Io sono cambiata e
cambierò ancora, nonostante il mio pensiero rincorra tuttavia sogni su sogni e
non si arrenda alla concreta realtà che sancisce una pausa finale insoluta.
Continuo a mistificare il presente e mi inerpico su strade impercorribili di un
credo irrealizzabile.
Lo specchio e la visione
che mi rimanda contrasta con i miei desideri di evasione da una situazione di
fatto che pare io voglia trascurare. Perché il mio viso cambia ed il mio animo
vive sperando? Sono controcorrente!
E’ crudele dover rinunciare a sognare, ma ancor più crudele sognare e poi guardarsi allo specchio. E’ vano il tentativo di fingere di non vedere un volto che sfuma nelle anse di un ciclo che si esaurisce.
E’ crudele dover rinunciare a sognare, ma ancor più crudele sognare e poi guardarsi allo specchio. E’ vano il tentativo di fingere di non vedere un volto che sfuma nelle anse di un ciclo che si esaurisce.
D’ora innanzi guarderò
allo specchio e penserò ad un doppio che non mi appartiene.
Continuerò a vivere nell’illusione di essere me stessa a confronto di nuvole che mutano in un cielo imprevedibile.
Continuerò a vivere nell’illusione di essere me stessa a confronto di nuvole che mutano in un cielo imprevedibile.
Maria Rosaria Teni
tratto dalla raccolta "Nella casa del vento" - @ diritti riservati
![]() |
| P. Picasso, Ragazza allo specchio, 1932, olio su tela, Moma, New York. |
venerdì 31 ottobre 2014
Autoritratto al clavicordo
Self-portrait at the Clavichord with a Servant
Lavinia Fontana
[olio su tela - 1577]
Accademia Nazionale di San Luca, Roma.
Riflessioni estemporanee
La vita
La vita regala
momenti indimenticabili, ma, di fronte all'inarrestabile determinismo temporale,
a cosa possono servire i ricordi di quei momenti? Solo a macerarsi
interiormente per l'impossibilità di arrestare il corso degli eventi e
fermarsi... Ma per quanto?
Per un attimo o
un'eternità?
E che valore hanno
queste categorie se non indefinite astrazioni di un vissuto intensamente speso
attraverso emozioni inusitate?
Qualunque situazione
si voglia intraprendere è come gettarsi nel vuoto di un inconsistente realismo
che sa di burla e beffarda illusione. E' come sprofondare in un baratro
inconsapevole perché in ogni caso non se ne conosce la consistenza.
Spesso è un sollievo
supporre che la follia possa venire in soccorso di ultimi pensieri profondi
sull'inutilità del vivere e, di conseguenza, abbia il magico potere di
annullare i costrutti di una mente non più in grado di gestire e
controllare i propri limiti. Una persona che vede sfumare l'uso della
ragione non pensa o meglio, se anche lo fa, ha un modo di pensare difforme
dagli schemi consueti.
Nell'insania della
mente si può sperare di non comprendere quello che accade quando l'ultimo
respiro è pronto per ghermire la fallace esistenza, e lo spettro della morte,
con i suoi artigli di gelo, sovrasta istanti rapidi eppure intensi. E, dopo
aver vissuto l'immobilità del tempo, imprime una coltre di silenzio.
Ritornano alla
memoria i ricordi, ma a cosa servono?
Maria Rosaria Teni
tratto dalla raccolta:"Nella casa del vento"- @diritti riservati
lunedì 20 ottobre 2014
martedì 2 settembre 2014
mercoledì 19 marzo 2014
Notiziario Bibliografico n. 63 / 10 periodico quadrimestrale d’informazione bibliografica a cura della Giunta regionale del Veneto
MARIA ROSARIA TENI :
http://www.poligrafo.it/Notiziarioweb/pdf/Notiziario%2063.pdf
Una donna e la
sua musica: Maddalena Laura Lombardini Sirmen e la Venezia del XVIIIsecolo,
prefaz. di Francesco Mineccia, Novoli (LE), Bibliotheca Minima, 2007, 8°, pp.
127, s.i.p.
Maddalena Laura
Lombardini, veneziana, è stata la prima virtuosa e concertista di violino della
storia e si esibì nei più importanti teatri e sale da concerto europei del
Settecento. Visse tra il 1745 e il 1818. Entrò giovanissima nell’Ospedale dei
Mendicanti dove iniziò la sua formazione quale cantante, clavicembalista,
compositrice e violinista,ma furono determinanti le lezioni ricevute da
Giuseppe Tartini a Padova, dove i Governatori dell’istituto pio veneziano
acconsentirono che lei soggiornasse in diversi periodi, riconosciutane la
valentia allo strumento ad arco. Una volta raggiunta una piena maturità
artistica lasciò i Mendicanti anticipatamente, grazie al matrimonio con il
violinista Ludovico Sirmen, non senza scatenare opposizioni e polemiche da
parte dei Governatori: essi tentarono il possibile per trattenerla, affinché
ponesse il suo talento al servizio dell’Ospedale, “restituendo” quanto aveva
ricevuto dall’istituzione durante il suo soggiorno. Contravvenendo alle
disposizioni dei Mendicanti, calcò le scene dei teatri europei: da Parigi a
Mosca, da Torino a Londra, senza far torto ai paesi di lingua tedesca. Pubblicò
anche musica: concerti per violino, duetti per due violini, terzetti con
violoncello e, assieme al consorte, quartetti per archi; edizioni che vennero
stampate (e ristampate) a Parigi, Londra, L’Aja, Lipsia, Amsterdam, e che
dettero origine a una cospicua messe di copie manoscritte disperse in varie
biblioteche italiane, europee e statunitensi. A giudicare dal primo dei suoi
tre testamenti, la sua carriera e la sua abilità negli investimenti terrieri e
finanziari le consentirono di guadagnare somme considerevoli, che le permisero
di vivere più che agiatamente anche dopo la separazione dal marito e
l’abbandono del concertismo, nella seconda metà degli anni ottanta, e il ritiro
nella sua residenza veneziana.
La
monografia di Maria Rosaria Teni, originata dalla tesi di laurea in Storia
moderna e mediata dal suo articolo Maddalena Laura Lombardini Sirmen: una
musicista del XVIII secolo, ospitato nel quadrimestrale “Studi storici”
(XXXV/2, maggio-agosto, 2006), non manca di fornire uno spaccato della vita
musicale veneziana settecentesca con particolare attenzione all’ambiente degli
Ospedali, dando vita ad un lavoro che sarà soprattutto apprezzato da musicofili
e da melomani. |
Francesco Passadore
giovedì 28 novembre 2013
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